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venerdì 11 febbraio 2011

Tutti a scuola















A partire dal 29 marzo e per sei martedì terrò all'Università del Molise, un laboratorio per la scrittura di fiction televisiva.
Al momento sto preparando una sorta di canovaccio delle lezioni e le slide. Il corso dura solo 18 ore, quindi la selezione delle cose da dire non è delle più semplici: ci sarà un sacco di roba che rimarrà fuori, ma pazienza.
Al momento so che, dopo avere spiegato a grandi linee come si scrive un buon pitch - una sorta di "trailer" in poche righe della serie - e si struttura una bibbia, mi concentrerò su quale sia il modo migliore per fare il set-up dei protagonisti.
Il set-up, come già spiegato in alcuni post passati, è importantissimo. E' il momento in cui lo spettatore fa la conoscenza dei protagonisti della serie e inizia a empatizzare con loro: se un autore lo sbaglia, rischia di perdere il pubblico, ancora prima di iniziare a raccontare la sua storia.
Ho deciso di usare come modello il pilot di The west wing, episodio davvero incredibile sia per il modo in cui riesce a presentare in maniera efficace tutti e cinque i principali membri dello staff presidenziale che per gli artifici che usa per ritardare, ad arte, l'ingresso (al minuto 34, a 5' dalla fine) del vero protagonista della serie: il presidente Joshia "Jed" Bartlet, interpretato dal grande Martin Sheen. Set-up, questo del presidente, tra i più mirabili mai realizzati per una serie televisiva: dopo che il personaggio è apparso in scena, sfido chiunque a non voler vedere subito il secondo episodio ;-)
Sperando di farvi cosa gradita, pensavo di mettere online qui sul blog, di volta in volta, un sunto delle lezioni da cui partire per eventuali discussioni. Ma ditemi voi se la cosa vi può interessare.

martedì 12 ottobre 2010

Qualcosa che vale la pena fare














Diego Cajelli apre un laboratorio di sceneggiatura online. QUI trovate il post che dà avvio al tutto.
Diego ha un'esperienza quindicinale nel campo ed è un insegnante strepitoso: lo so perché tanti anni fa mi invitò a una sua lezione alla Scuola del fumetto di Milano e lo vidi all'opera.
Ovviamente non potrò iscrivermi al suo corso (a meno di non farlo sotto falso nome ;-) ma seguirò nell'ombra tutte le lezioni, sicuro di imparare qualcosa.

venerdì 17 settembre 2010

Scuola di sceneggiatura







Fin da quando ho aperto questo blog, avrei voluto istituire una sorta di corso di sceneggiatura online per spiegare - post dopo post - come si debba scrivere una storia per il cinema o la televisione; analizzando in maniera continuativa e metodica i vari metodi di sceneggiatura e i manuali dei migliori professionisti del settore: Snyder, Field, Seger, McKee, Truby.
La cattiva notizia è che, per ora, non lo farò.
La buona notizia è che esiste già un ottimo sito, molto ben realizzato che lo ha fatto al posto mio. Si chiama Sceneggiatura for Dummie. Lo tiene tale Orson Willis - ma l'autore è italianissimo - e lo trovate QUI.
La cattiva notizia è che Orson Willis ha smesso di aggiornare il suo sito il 13 ottobre del 2009, proprio a metà della trattazione del paradigma di Syd Field. Mannaggia.
La buona notizia è che tutto quello che aveva inserito fino a quel giorno è di ottimo livello.
Finito di leggere il sito di Orson Willis, consiglio tutti coloro che fossero interessati ad approfondire l'argomento di dare un'occhiata QUI. Si tratta del corso di sceneggiatura online di Gianfranco Manfredi: un lavoro pazzesco, utilissimo, pieno di considerazioni intelligenti e di consigli illuminanti.

NOTA A POSTERIORI. Dopo il commento di Comativa ho riletto il post e mi sono accorto che, effettivamente, non si capiva il motivo per cui avevo rinunciato al corso di sceneggiatura online. Il motivo é, come scrivo anche nel commento di risposta a Comativa, che questo corso esiste già - esattamente come avrei voluto impostarlo io - nel sito di "Sceneggiatura for dummie".

Aneddoto











Rileggendo una tavola di Nathan Never che avevo appena scritto - e già allegato alla e-mail da spedire al disegnatore - mi sono trovato sotto gli occhi queste poche righe:
2) CM. Ci troviamo ancora a teatro. L'uomo, di spalle, si avvicina alla donna che si sta sedendo al suo posto.
UOMO Tutto a posto?
"La donna si sta sedendo al suo posto." e "Tutto a posto." Una ripetizione. Ma stiamo parlando di una sceneggiatura a fumetti, di qualcosa cioè che - nel mio caso - leggerà solo il disegnatore. Potrebbe anche rimanere così: in fondo, il primo "posto" è nella parte descrittiva ("la sinistra", come di dice al cinema) e il secondo si trova in un dialogo. Potrei soprassedere...
Ma non ci riesco. Perché in una sceneggiatura la forma è sempre importante e un lavoro, qualunque lavoro, andrebbe sempre fatto al meglio delle proprie possibilità. Sempre e comunque.
Così ho modificato la vignetta:
2) CM. Ci troviamo ancora a teatro. L'uomo, di spalle, si avvicina alla donna che si sta sedendo al suo posto.
UOMO Tutto okay?
E chissà perché, invece di togliere semplicemente il primo "posto"...
2) CM. Ci troviamo ancora a teatro. L'uomo, di spalle, si avvicina alla donna che si sta sedendo.
UOMO Tutto a posto?
... Ho cambiato la battuta?
Bah.

mercoledì 15 settembre 2010

La seconda stesura



















Nei fumetti una vera e propria seconda stesura della sceneggiatura non l'ho mai fatta. Scrivo una decina di tavole per volta per foraggiare il disegnatore, a volte senza nemmeno avere un soggetto dettagliato alle spalle: solo pochi appunti. Poi, a storia finita, sistemo i dialoghi e le incongruenze. Ma lo faccio con i disegni davanti, quindi con poche possibilità di riscrivere e ristrutturare quello che ho creato. Insomma la storia è quella che è stata disegnata e, pur potendo ancora intervenire, non la potrò più riscrivere di sana pianta.
Da quando lavoro per la Tv, invece, la seconda stesura è diventata una specie di ricorrenza: una di quelle che non andrebbe mai presa sottogamba...
-- Perché se scrivere è difficile, riscrivere lo è ancora di più.
-- Perché bastano tre pagine di note di un editor per mandare all'aria il lavoro di mesi, costringendoti a ripensarlo daccapo e, questa, volta senza la rete di una prima stesura sotto.
-- Perché, da adesso, in poi non puoi più sbagliare.
-- Perché se la sceneggiatura ancora non funziona, potrebbero affiancarti qualcuno che ti aiuti a riscriverla.
Se in una prima stesura, infatti, è consentito commettere errori - una delle frasi ricorrenti di un editor è: "E' una buona prima stesura", che non vuol necessariamente dire che sia anche una buona sceneggiatura - alla fine della seconda tutto dovrà iniziare ad andare a posto: la struttura, i dialoghi, i personaggi, i plot e i subplot.
Non sono più ammessi errori.
Se la seconda stesura della sceneggiatura sarà buona, allora sarete a posto, da lì in avanti sarà tutta in discesa. In caso contrario le riscritture si susseguiranno una via l'altra - da soli o in compagnia - senza sosta. E questo impoverirà la vostra sceneggiatura, stesura dopo stesura: esiste, infatti, una regola per cui dalla terza stesura in poi le sceneggiature iniziano a perdere via via la loro magia, come se fossero farfalle a cui mani maldestre hanno stropicciato le ali, spazzando via ogni traccia della "polverina" che le faceva volare.
C'è un aneddoto riportato da Linda Seger nel suo bel manuale: "Come scrivere una grande sceneggiatura", Dino Audino Editore.
C'era un tizio che aveva visto un sacco di brutti film al cinema e in Tv. E così si era detto: - Sono sicuro di poter fare meglio di così!.
Il passo successivo era stato quello di scrivere una sceneggiatura. E quello dopo ancora di farla girare tra i produttori.
Davanti al rifiuto dell'ennesimo produttore, l'uomo protestò: - Ma è meglio di quello che si vede in giro!
- Certo, - rispose il produttore, - chiunque può scrivere meglio di quello che si vede in giro. Il trucco è di scrivere talmente bene che, dopo, che tutti hanno rovinato la tua sceneggiatura nelle riscritture si possa ancora farne un film decente!

giovedì 2 settembre 2010

I 5 errori di uno sceneggiatore















Il link - QUESTO - mi è stato spedito dall'amico Adriane Barone. Si tratta di un articolo di tale Hal Croasmun che spiega i principali errori che si possono commettere in una sceneggiatura e come fare per evitarli. E' piuttosto divertente e condivisibile: lo riassumo brevemente, integrandolo con qualche breve disgressione, per coloro che non masticano l'inglese.
#5 - Non fate mai dire in maniera troppo esplicita a un personaggio che cosa pensa o sente: rischiereste solo di annoiare il vostro pubblico. Ci sono cose che la gente vuole vedere, non sentire e che vuole capire da sola. Se imboccate il vostro pubblico in maniera troppo sfacciata e premurosa, esso si deconcentrerà.
#4 - Va bene dare al pubblico l'illusione che stia assistendo a "storie eccezionali di persone normali", ma state attenti che, seguendo questo assioma, i vostri personaggi non diventino noiosi. In ogni personaggio deve, comunque, esserci sempre qualcosa che lo distingua dagli altri, rendendolo unico e speciale.
#3 - Non date troppe informazioni "a voce". State scrivendo un film: limitatevi ad esporre le poche (pochissime) informazioni necessarie e drammatizzate le altre attraverso l'azione. E fate in modo che il pubblico desideri averle queste informazioni. Ogni storia può essere raccontata in maniera divertente o noiosa, inutile dire quale dei due modi sia quello migliore...
#2 - Non pensate mai che i dettagli possano salvare una brutta storia. Fate in modo che la struttura della vostra storia stia in piedi e poi aggiungete i dettagli. I dettagli sono come le decorazioni: se la vostra casa cade a pezzi essi non copriranno lo sfacelo, ma se, invece è perfetta e solida, i dettagli serviranno a sottolineare ancora di più la sua bellezza.
#1 - Ci sono tre cose che garantiscono il successo di un film: grandi attori, ottime recensioni (intese anche come un buon passaparola) e un concept che funzioni. Poiché uno sceneggiatore può intervenire solo sul concept, fate sempre in modo che l'idea che sta alla base della vostra storia sia forte e originale: se non ci riuscirete sarà difficile che un produttore si interessi a quello che gli state proponendo. I rifiuti che riceverete potrebbero anche essere colpa vostra.

martedì 31 agosto 2010

Errori e orrori


















Mi è capitato più di una volta di vedere errori del genere. Di solito le beccavo nei soggetti che i lettori inviavano alla Bonelli e che mi capitava di leggere quando facevo il redattore. Ma l'altro giorno ho ritrovato lo stesso errore in una sceneggiatura per un Tv-Movie che dovrei supervisionare.
C'è un protagonista che indaga. Poi, però, scopre l'assassino solo per caso. Non ci arriva grazie alle sue abilità né alle sue l'intuizioni, ma solo grazie al buon vecchio culo.
Il protagonista:
a) Può incontrare l'assassino a un concerto, tra migliaia di persone e riconoscerlo grazie a un identikit fatto da un testimone (?).
b) Può bucare una gomma e sarà proprio l'assassino che - tra mille - lo andrà a prendere con il carro attrezzi, smascherandosi in qualche modo.
c) Può urtare casualmente l'assassino per strada, facendo cadere dalla tasca dell'uomo un oggetto che lo incriminerà.
Un giallo va costruito con attenzione. Passaggio dopo passaggio. E saranno i tasselli che il protagonista troverà durante l'indagine, insieme alle sue capacità logico/deduttive, che messi uno accanto all'altro gli permetteranno di scoprire l'identità del colpevole.
IL CASO IN UNA STORIA POLIZIESCA NON DOVREBBE ESISTERE.
Sembra banale, ma visto che i tre esempio che ho appena fatto li ho letti veramente, evidentemente non è così.

sabato 7 agosto 2010

Dario













E' sempre stato uno dei miei miti.
Suo il film che mi ha ossessionato e spaventato di più quand'ero bambino (Profondo rosso, visto nel 1976) suoi il primo film vietato ai minori di 14 anni che ho visto al cinema (1980: Inferno) e quello vietato ai minori di 18 anni (1982: Tenebre).
Se io, giovane appassionato di gialli e di horror, ho deciso che sarei diventato uno sceneggiatore - dopo avere escluso la possibilità di diventare un regista - lo devo soprattutto a lui e ai suoi film.
Perché vi racconto questo? Perché subito prima di partire per le vacanze, ho concluso la sceneggiatura di quello che, fatti i debiti scongiuri, dovrebbe essere il prossimo film di Dario Argento.
L'ho scritto insieme a Dario e ad Antonio Tentori ed è stata, per me, un'esperienza davvero indimenticabile.
Per rumors, notizie a approfondimenti sul film vi rimando al web. In questa sede volevo solo farvi partecipi della mia gioia e ringraziare Dario per l'opportunità e l'onore che mi ha concesso.