mercoledì 21 settembre 2011

Sono tornato



















Ciao a tutti. E' un po' che manco dal blog. Non per motivi particolari, avevo semplicemente bisogno di stare un po' per conto mio. Presto riprenderò i miei post con regolarità - sono successe un sacco di cose in questi mesi - ma non ora. Qui volevo solo avvertire tutti coloro che martedì prossimo 27 Settembre si troveranno a passare per Roma, che al ROMA FICTION FEST ci sarà l'anteprima del film di Roy Bava: "Gemelle".
Il Tv-movie fa parte di una collection da me scritta e curata, intitolata "Sei passi nel giallo", che andrà in onda questo autunno su Canale 5.
La proiezione sarà all'Auditorium alle 22.30 e in sala, oltre a me e al mio co-sceneggiatore Stefano Sudrié, saranno presenti anche il regista e il cast.

Ecco qui una breve scheda di presentazione, tratta dal catalogo del festival:

Roma Fiction Fest 2011: programma completo
SEI PASSI NEL GIALLO - GEMELLE
(Leader Film Company per RTI - Mediaset)
Regia: Roy Bava
Italia 2011, 100'
Angela Wyler incarica il commissario Valerio Strada di ritrovare Christine, la sua gemella che non sente da due anni e che aveva avuto tempo prima una turbolenta relazione con il poliziotto. Esordio alla regia di Roy Bava, figlio di Lamberto e nipote di Mario. Con Daniele Pecci, Erica Durance, Thomas Arana, Veronica Lazar.

Come detto più volte, questo ciclo di sei film è una delle poche cose televisive che ho fatto di cui vado orgoglioso e "Gemelle", in particolare, mi sembra che sia venuto davvero bene.
A presto.

mercoledì 11 maggio 2011

Mrchlands












Ennesima serie inglese (mini-serie, in realtà) che mi ha profondamente emozionato e non solo perché sono un grande appassionato di Ghost-story.
Si chiama "Marchlands". Il format è quello di una serie americana: "The Oaks", di cui, come succede spesso - è stato realizzato solo il pilota. Non so come fosse, ma la mini che ne ha tratto ITV1 è davvero bella.
Il concept è riassumibile in poche righe, come ogni buon concept che si rispetti: una casa raccontata in tre periodi diversi (1968, 1987 e 2010). Il dramma che dà avvio alla vicenda è accaduto nel 1968 quando la piccola Alice è annegata in circostanze non troppo chiare. Vengono narrati il lutto e i sensi di colpa dei suoi genitori e dei nonni.
Nel 1987 un'altra famiglia si trasferisce nella casa e la piccola Amy inizia a vedere il fantasma di Alice.
Nel 2010 è la volta di una terza famiglia, una coppia. Lei è incinta e inizia a incuriosirsi di quel mistero di tanti anni prima che, a quanto pare, coinvolge in qualche modo il marito...
La serie - 5 puntate da 50' - ha momenti di tensione, anche se il fantasma di Alice è solo un pretesto per parlare dell'evoluzione della famiglia inglese attraverso gli anni e per vivisezionarla. Con lucidità e con un pizzico di crudeltà.
Il finale, in cui il mistero della morte di Alice viuene finalmente risolto e tutti i pezzi sparsi lungo quarant'anni di storia della casa vanno al loro posto, è davvero splendido e geniale nella sua - apparente - banalità.

martedì 3 maggio 2011

Mater Tenebrarum












Come già detto nel post precedente sono stato sul set del quinto Tv-Movie della collection "Sei passi nel giallo".
Dopo tre film diretti da Lamberto Bava e uno da Edoardo Margheriti, è ora la volta di Roy Bava, qui al suo esordio cinematografico. Il set è tra i migliori che io abbia "visitato": le location sono bellissime, Roy gira ottimamente (ma vista la sua esperienza come aiuto-regista e il suo DNA c'era da aspettarselo) e dirige molto bene i due attori protagonisti: Daniele Pecci e la bellissima Erica Durance (Lois Lane di "Smalville").
Due gli avvenimenti degni di nota che mi sono capitati.
1) Ho conosciuto Veronica Lazar che fa una particina nel film. Sull'importanza di "Inferno" di Dario Argento, nella mia formazione, ho già detto altrove, ma lei, oltre che "Madre Tenebrarum" - dunque un'icona assoluta - è stata anche tra i protagonisti di un'altro dei miei film preferiti: "L'aldilà" di Lucio Fulci. Quando me l'hanno presentata ero davvero emozionato, come raramente mi succede...
2) Poco prima di andare all'aeroporto, ho incrociato il mio amico Edoardo Margheriti che si trova a Malta per preparare il sesto Tv-Movie. Gli è piaciuto il cappello che portavo e così mi ha fatto scattare due fotografie, che potrebbe inserire nel suo prossimo film. Che cosa significa questo?
"Souvenir", questo il titolo provvisorio del Tv-Movie, narra la storia di un ex poliziotto americano che, trasferitosi a Malta, trova nascosti nel garage della casa che ha affittato, degli scalpi di donna. Si tratta dei trofei di un feroce serial killer che aveva ucciso in quella zona 25 anni prima, per poi fermarsi improvvisamente. In seguito a quel ritrovamento, l'assassino - o chi per lui - torna a uccidere.
Non vi starò a dire di più, se non che ad un certo punto apparirà su un giornale d'epoca, la fotografia del vecchio serial killer, morto 25 anni prima nel rogo della sua casa: beh, ad interpretare sia pure solo fotograficamente, Ugo Magris, il feroce assassino, autore di ben sei omicidi, potrei essere io!
Che dire?! Dopo avere scritto nel corso degli anni - a fumetti e per la Tv - così tante storie che avevano come protagonisti dei serial killer, questa è davvero una bella soddisfazione: la degna coronazione di una carriera!

lunedì 25 aprile 2011

Koontz a Malta
















In seguito a un giudizio su di lui non proprio lusinghiero da parte di uno degli scrittori che stimo di più, Stephen King: "A volte geniale, altre volte illeggibile" e alla lettura di un suo vecchio libro che non mi era piaciuto per niente, ho sempre snobbato Dean Koontz, pur avendo acquistato negli anni parecchi suoi libri.
Poi di recente, dopo avere scoperto che un film che ho molto amato: "Alta tensione" di Alexandre Aja, aveva molti punti in comune con "Intensity" dello stesso Koontz, ho deciso di leggere questo romanzo... e devo dire che mi è piaciuto. Non che sia un capolavoro, è chiaro, ma è dannatamente efficace. La trama è semplicissima ed è di quelle che in mano a scrittori meno avveduti, avrebbe potuto risolversi in un pateracchio: due amiche, Laura e Chyna, vanno a passare una breve vacanza nella casa dei genitori di Laura. La prima notte un serial killer entra in casa e uccide tutti tranne Chyna, Per una serie di motivi che non sto qui a dirvi, la ragazza si rifugia nel camper dell'assassino e arriva fino a casa sua. E qui, quello che fino a quel momento era un terrificante incubo, si trasforma in qualcosa di perfino peggiore...
La storia è ambientata tutta in poco più di 24 ore e Koontz riesce a reggere più di 300 pagine senza mai un momento di stanca. CHAPEAU.
Visto che sto per partire per Malta, dove Roy Bava sta girando il quinto Tv-Movie della serie: "Sei passi nel giallo", ho infilato dentro la borsa ben tre romanzi di Koontz: "Panthoms", "Velocity" e "Strangers".
Ci risentiamo tra una settimana con la seconda lezione del laboratorio e le recensioni di questi tre libri da cui mi aspetto se non grande letteratura - seppure di genere - almeno qualche brivido...
A presto.

venerdì 22 aprile 2011

Misfits



















In attesa di mettere online la seconda lezione del mio Laboratorio di scrittura fiction televisiva, volevo consigliarvi una serie inglese che sta passando sui Canali Sky: "Misfits". Vi si narrano le storie di 5 ragazzi affidati ai servizi sociali che, colpiti da un fulmine, acquistano i superpoteri. Simon, lo sfigato del gruppo, può diventare invisibile. Curtis, ex corridore, manda indietro il tempo. Kelly è in grado di leggere nel pensiero, La bella Alisha, scatena un irrefrenabile desiderio in ogni persona che tocca e Nathan, il più "escatologico" e fuori di testa di tutti... beh, quale sia il potere di Nathan si scoprirà solo nell'ultima puntata della prima stagione e quindi non ve lo anticipo.
La serie è molto diversa sia dai film degli "X-Men" che da "Heroes": è colta e "citazionista", intelligente, divertente e irriverente; in alcuni momenti, come nell'episodio sul Natale che chiude la seconda stagione, diventa proprio iconoclasta.
Malgrado i temi - "sociali" ma non solo - che vengono trattati siano seri e "importanti", il tono è sempre sopra le righe, così come i nemici che i nostri si troveranno via via ad affrontare. Tra questi spicca il ragazzo latto-cinetico, in grado di muovere, con la sola forza del pensiero, il latte e i latticini... detto così fa ridere, ma vedere questo personaggio all'opera, quando decide di uccidere qualcuno tramite questo assurdo potere, è veramente terrificante.
Insomma, "Misfits" è delle migliori serie di quest'anno e dimostra per l'ennesima volta - poi non dirò più, prometto - come la televisione inglese non abbia più niente da invidiare a quella statunitense.

giovedì 14 aprile 2011

Laboratorio di scrittura fiction: I lezione (parte seconda)


















Proseguiamo e concludiamo la prima lezione spiegando in poche parole che cosa è una storia.


Un personaggio ha un obiettivo. Tra lui e questo obiettivo ci sono tutta una serie di ostacoli. Lo scontro tra l'obiettivo e gli ostacoli crea il conflitto.


Scrive Syd Field, lo studioso americano che ha teorizzato "il paradigma", ovvero la moderna struttura in tre atti:


“Senza conflitto non c'è personaggio, senza personaggio non c'è azione, senza azione non c'è storia, senza storia non c'è sceneggiatura

Ne segue che il conflitto è l'elemento principale di ogni drammaturgia.


Attraverso i personaggi proviamo emozioni e ci identifichiamo con loro. Il loro obiettivo e gli ostacoli che devono superare per raggiungerlo diventano i nostri.

E' tutto qui, gente, anche se è più facile teorizzarlo che metterlo in pratica.


Ma procediamo con ordine, iniziando da quello che spinge un personaggio verso un obiettivo: quello che John Truby chiama il need, il bisogno che l'eroe ha dentro di sé e che sente di dovere soddisfare per avere una vita migliore.


Prendiamo uno dei film usati come esempio da Truby nel suo libro "Anatomia di una storia": (Dino Audino Editore): "Salvate il soldato Ryan" di Steven Spielberg.

Need - Il capitano Miller deve compiere il suo dovere a dispetto delle sue paure.

Desire (o obiettivo) - Trovare il soldato Ryan e riportarlo indietro sano e salvo.

L'obiettivo di un personaggio è quello che desidera in quella determinata storia, non ciò che cerca nella vita.

Il need, che l'eroe non dovrebbe conoscere a livello conscio, può essere innescato da un'occasione che gli viene offerta e che migliorerà la sua vita, oppure da qualcosa che gli viene tolto.


Senza un obiettivo chiaro e comprensibile la storia non funziona.


Un buon obiettivo deve, perciò, avere 3 qualità.

1. Il pubblico deve essere in grado di comprenderne l'importanza.

2. Deve condurre il protagonista in contrasto diretto con il suo antagonista.

3. Dev'essere abbastanza difficile da permettere al personaggio di cambiare nel corso della storia.


Come detto, tra un protagonista e il suo obiettivo ci sono degli ostacoli.

Questi devono essere proporzionati alle possibilità del personaggio, e in progressione, sempre più difficili via via che la storia prosegue.


Il conflitto può essere di 2 tipi.

Interiore. L'eroe lotta contro sè stesso.

Relazionale. L'eroe lotta contro un antagonista (o un gruppo) che ha il suo stesso obiettivo.


Ogni buona storia è un viaggio che un protagonista affronta per raggiungere il suo obiettivo da cui può uscire uguale a se stesso o cambiato. In questo secondo caso avremmo quello che viene chiamato: l'arco di trasformazione del personaggio analizzato in maniera molto intelligente ed approfondita da Dara Marks, la teorica del fatal flaw. Secondo questa studiosa un protagonista invincibile e perfetto è noioso. Bisogna dargli qualche punto debole che lo renda simile a noi. Ed ecco, appunto, il Fatal flaw.


Si chiama FATAL FLAW la carenza essenziale - il difetto fatale - che un protagonista si porta dentro fin dall’inizio del film.

Premesso che:

a) Il cambiamento è essenziale per la crescita.

b) Se qualcosa non cresce o non si evolve ed è destinato a morire.

c) In natura non esiste una condizione di stasi.

ne consegue che, per crescere, un protagonista deve superare e vincere il suo fatal flaw.


Ma di tutto questo parleremo in maniera più approfondita nel corso della seconda lezione.


Ora torniamo a bomba sul vero argomento di questo "Laboratorio" e affrontiamo i generi della fiction.

Per farlo, ho rubato lo schema che segue al mio amico Fabrizio Lucherini, vice-direttore dell'osservatorio sulla fiction televisiva, esimio professore in quel di Firenze, raffinatissimo teorico e ottimo sceneggiatore.


Numero segmenti

Durata segmenti

Morfologia segmenti

Prospettiva seriale

Film-tv

1

90’

compiuta

chiusa

Miniserie

Da 2 a 6

Max 12 (raro)

90’

50’ (raro)

incompiuta

chiusa

Serie

Da 2 in su

Standard: 12/16 24/26

5’ (interstiziali)

25’ (sitcom)

50’, 90’

compiuta

aperta

Serial

Più di 8

Standard

12/24 (prime time)

200/300

(serial quotidiano)

25’ (soap)

60 (telenovela)

50’/90’

incompiuta

chiusa (telenovela)

Aperta

(soap)

Collection

Da 2 in su

variabile

compiuta

aperta

Dell'analisi di oguno di questi formati e delle sue implicazioni parleremo nella seconda lezione che metterò online nei prossimi giorni.


A presto.