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sabato 4 dicembre 2010

Sciocchezzaio libresco













Volevo segnalarvi un blog che, da questo momento, trovate anche nella colonnina qui a fianco. Si chiama Unopopperuno, lo tiene Guido Vitiello - un professore che, tra le altre cose, cura una bellissima rubrica su "Internazionale" - e parla di libri.
Una quindicina di giorni fa, Vitiello aveva scritto un post molto divertente intitolato: "Sciocchezzaio libresco. 7 luoghi comuni per la lettura" a cui, due giorni orsono, ha fatto seguire: "Più libri più liberi un corno".
In entrambi questi post, l'autore mette in fila, motivandoli argutamente, alcuni luoghi comuni a proposito dei libri.
Qui mi limito a elencarli tutti e 14, uno di fila all'altro. Per le motivazioni - tutte condivisibili e divertenti -vi rimando al blog di Vitiello.
1. Io i libri li finisco per principio, non li lascio mai a metà.
2. Quest'estate ho riletto la Recherce (specie se detto da un under 35).
3. La trama non m'interessa, mi interessa il modo in cui è raccontata.
4. L'amore per i libri e la cultura uniscono le persone.
5. I soldi spesi nei libri sono sempre ben spesi.
6. Quanti libri che hai: li hai letti tutti? (sic)
7. Non ho letto Melville e me ne vergogno profondamente.
8. I libri sono cibo per la mente.
9. Non puoi giudicare un libro dalla copertina.
10. I libri devono essere vissuti.
11. Certe cose non puoi capirle in un libro, devi viverle in prima persona.
12. Regala un libro che va sempre bene.
13. I libri non si buttano mai.
14. Più libri, più liberi.
Chiunque di noi abbia mai pronunciato una di queste frasi può, se crede, provare qualche secondo d'imbarazzo ;-)

giovedì 16 settembre 2010

Tecniche di resurrezione



















Esce oggi, 16 settembre, in tutte le librerie: "Tecniche di resurrezione", il nuovo romanzo di Gianfranco Manfredi, edito da Gargoyle Books.
Lo segnalo prima ancora di averlo letto - cosa che non faccio quasi mai - per due motivi: perché Gianfranco è un grande scrittore - e quindi il libro sarà inevitabilmente bellissimo - e perché è il seguito di un romanzo che ho amato molto: "Ho freddo", uscito due anni fa.
Nel sito della Gargoyle - QUI - trovate un abbozzo di trama e un bel book-trailer.
Che cosa aspettate? Andate a comprarlo, forza!

venerdì 30 luglio 2010

Confessioni di uno squilibrato















Premetto che so benissimo che questo potrà sembrare il post di uno squilibrato, ma, almeno nella mia mente, il problema di cui mi appresto a parlarvi, esiste. Eccome.
Tra poco più di una settimana andrò in vacanza. Al mare, a casa dei miei genitori. E come ogni anno sorge il problema dei romanzi da portarmi dietro, da leggere spaparanzato sulla spiaggia.
Innanzitutto il numero. Resterò a Cattolica per quindici giorni e, considerando che in vacanza leggo più o meno un libro di 150/200 pagine al giorno, per essere sicuro che mi bastino dovrei portarne almeno una decina, più o meno grossi.
Poi, però, esiste il rischio fondato che alcuni di questi libri, non mi piacciano: il che significa che li abbandonerò dopo poche pagine.
E così i libri da portare diventeranno almeno venti. A cui andranno aggiunti alcuni libri che mi serviranno per lavoro (sì, perché, almeno per qualche ora al giorno, dovrò anche scrivere).
Facciamo che porterò venticinque libri.
Ma quali?
Sui modi in cui un lettore sceglie (o non sceglie) in libreria i libri da leggere, Calvino ha riempito due pagine del suo splendido: "Se una notte d'inverno un viaggiatore". Eccone uno stralcio, illuminante:

Sventando questi assalti, ti porti sotto le torri del fortilizio, dove fanno resistenza i Libri Che Da Tanto Tempo Hai in Programma Di Leggere,

i Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli,

i Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento,

i Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza,

i Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest'Estate,

i Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Ne! Tuo Scaffale,

i Libri Che Ti Ispirano Una Curiosità Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile.

Ecco che ti è stato possibile ridurre il numero illimitato di forze in campo a un insieme certo molto grande ma comunque calcolabile in un numero finito, anche se questo relativo sollievo ti viene insidiato dalle imboscate dei Libri Letti Tanto Tempo Fa Che Sarebbe Ora Di Rileggerli e dei Libri Che Hai Sempre Fatto Finta D'Averli Letti Mentre Sarebbe Ora Ti Decidessi A Leggerli Davvero.

Sia come sia, ho già iniziato a prepararmi. E non è facile: sono giorni che spulcio nella mia biblioteca - e chi mi conosce sa quanto questa sia ampia - in cerca di ispirazione. Al momento i papabili sono una quarantina: i dieci giorni che mi separano dalle ferie serviranno a scremarli.
Tra quelli che porterò certamente ci sono: "Il porto degli spiriti" di John Ajvide Lindqvist (l'autore di "Lasciami entrare"), l'ultimo di Don Winslow - un autore scoperto da poco e che mi piace molto - qualche Simenon (come andare in vacanza senza di lui), la biografia di Dean Martin scritta da Nick Tosches, scrittore che amo molto, i due romanzi usciti in Italia di Megan Abbott (consigliatami dal mio amico Tito Faraci tramite il suo blog), un po' di Haruki Murakami, poi ancora "Rosso Flyd" di Michele Mari e"The Dome" di Stephen King che non ho, colpevolmente, ancora letto. "Un colpo di vento" di tale Von Schirac che mi incuriosisce. Infine porterò con me, come ogni anno, il meridiano di Dashiell Hammett con l'intenzione di (ri)leggere tutti i romanzi di uno dei miti della mia adolescenza.
La cosa divertente (?) è che una volta che avrò fatto la mia scelta e sarò al mare, capiterò in una libreria e comprerò altri libri che, probabilmente, leggerò prima di quelli che mi sono portato da casa, rendendo così vano, almeno in parte, il lavoro di questi giorni.

sabato 3 luglio 2010

Un bel libro
















Tra tutti i libri che ho letto in questi giorni di vacanza - di cui parlerò in un prossimo post - ce n'è uno che mi ha particolarmente colpito. E' italiano, lo pubblica Feltrinelli, si intitola: "I migliori di noi" ed è scritto da Roberto Moroni.
Ho conosciuto Roberto qualche anno fa per questioni lavorative. Lui è un produttore Mediaset, uno dei più bravi, e mi sono trovato a lavorare con lui sul progetto di una serie tratta da "La dama in bianco" di Wilkie Collins, altro grande libro. La serie poi, come capita spesso, non si è fatta, ma ho conservato di tutta quell'esperienza e di Roberto un bellissimo ricordo.
Solo in seguito ho scoperto che Roberto aveva un blog - "The petunias", oggi chiuso - e scriveva romanzi. Così ho letto prima "Perduto per sempre" e ora, dopo quattro anni, "I migliori di noi".
Roberto è uno scrittore di razza. Il suo nuovo romanzo è scritto in un italiano semplice, ma mai banale. E' ambientato nell'arco di una singola giornata e parla di noi, del nostro presente. Lo fa in maniera dura, senza sconti per nessuno. E' un libro impietoso, a tratti cinico, ma necessario, che consiglio a chiunque voglia leggere qualcosa che non gli anestetizzi il cervello.

lunedì 24 maggio 2010

Road Dogs













Mi piace Elmore Leonard. Molto. Anche nei suoi libri non perfettamente riusciti - in 57 anni di carriera e oltre una quarantina di romanzi, inevitabilmente ce ne sono - c’è sempre qualcosa che vale la pena leggere. La classe non è acqua e a volte bastano anche poche pagine o una manciata di dialoghi - e con i dialoghi il nostro ci sa decisamente fare - per giustificare il prezzo del biglietto.

Già, il prezzo: come si fa a non essere d’accordo con quanto scrive Roberto Recchioni sul suo blog? “Road Dogs”, l’ultima fatica di Leonard, è uscito in una collana economica - Stile libero noir questo è - e non può costare 18 Euro (36.000 delle vecchie lire, non scordiamolo). E’ un furto.

E sono anche d’accordo con Robe che la copertina americana è molto meglio di quella scelta dagli art director della casa editrice torinese. Che volete farci, noi fumettari a volte possiamo sembrare un po’ snob, ma sfido chiunque a dire che la copertina Italiana sia meglio dell’originale.

Detto questo, il libro è davvero bello: il migliore di Leonard da parecchi anni a questa parte. E’ scritto da Dio - complice anche la bella traduzione di Luca Conti - e i dialoghi sono stupefacenti, anche più del soliro. E’ divertente e ha un ritmo incredibile.