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giovedì 4 novembre 2010

Roma FilmFest












Nell'ultima settimana sono stato a Roma, al festival del cinema. Ho visto svariati film, uno bello - Animal kingdom - un paio carini, gli altri tutti piuttosto brutti e, purtroppo, inutili. L'impressione è che il livello del concorso fosse mediocre; leggermente meglio i film delle sezioni collaterali. Insomma, se proprio vogliamo dirla tutta, niente di paragonabile a un qualunque festival di Cannes, Venezia o Berlino, anche per quanto riguarda l'organizzazione.
Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: persone accreditate che rimanevano fuori dalle sale perchè erano stati venduti più biglietti del dovuto, Bruce Springsteen che veniva fatto entrare in sala mentre il pubblico della precedente proiezione defluiva dalla medesima uscita, con il casino che potete immaginare, un film - Social Network - proiettato in una copia doppiata in italiano e senza sottotitoli in inglese, un altro - Carlos - tolto improvvisamente dalla programmazione e sostituito all'ultimo momento da un non eccelso film francese già mandato almeno tre volte nei giorni precedenti.
Però ho anche visto da vicino e quasi toccato due dei miei miti: Bruce Springsteen e Martin Scorsese, quest'ultimo a Roma per presentare una splendida versione restaurata de La dolce vita di Federico Fellini: tre ore di puro e meraviglioso cinema, questo sì.
Ed è proprio di Martin Scorsese l'unico capolavoro che si può vedere alla rassegna, a meno che da qui a sabato non ne saltino fuori altri, cosa di cui, viste le premesse, dubito. Sto parlando dell'episodio pilota di Boardwalk empire - serie scritta da Terence Winter, uno degli sceneggiatori storici dei Sopranos, prodotta dalla HBO e da Scorsese stesso - che, come capita sempre più spesso, pur essendo realizzato per la televisione, è più cinema del cinema vero. Ed è anche il miglior film di Scorsese da parecchi anni a questa parte: da Casinò a detta di chi scrive.
La serie racconta con rigore formale e grande sapienza narrativa il proibizionismo ad Atlantic City intorno agli anni '20. Tra gli attori un grandissimo Steve Buscemi e Michael Pitt, oltre a un'infinità di caratteristi uno più bravo dell'altro.
Chi avesse l'occasione di vederlo non se lo faccia scappare.