lunedì 5 luglio 2010

Set-up



















Quando si scrive il pilota di una nuova serie, una delle cose più complesse da fare è il set-up del protagonista. Ne ho già parlato QUI alcuni mesi fa, citando Blake Snyder e la sua scena salva gatto.
Un set-up geniale sono i titoli di testa di Attenti a quei due. In poco più di un minuto i due protagonisti, lord Brett Sinclair e Danny Wilde, vengono presentati e settati in maniera mirabile ed efficace, solo attraverso le immagini.
Ieri ho visto l'episodio pilota di The closer. La protagonista ci viene presentata "sul lavoro". E' una poliziotta e quindi la sua prima apparizione dev'essere sulla scena di un crimine: scelta giusta. In meno di un minuto impariamo a conoscerla: senza nessuna didascalia, senza nessuna forzatura, semplicemente osservandola e ascoltandola.
Un set-up così efficace nella fiction italiana, io non l'ho mai visto.
Ma la visione di The closer mi spinge anche a un'altra riflessione. Perché in Italia non siamo capaci di creare personaggi di donne poliziotto credibili? Ci riescono gli americani (The Closer ne è un magnifico esempio, ma non è il solo) e ci riescono i francesi (Julie Lescaut e il comandante Florant). Noi no, a meno di non voler considerare credibili i vari commissari di Distretto di polizia o la Mamma detective di Lucrezia Lante Della Rovere.

4 commenti:

Luigi Serra ha detto...

E delle donne (carabiniere, in questo caso) in "RIS delitti imperfetti", che be pensi?

loscofiguro ha detto...

Le serie da te citate - a parte le francesi che non guardo a causa di miei palesi preconcetti - sono chiare ed esplicative, nel bene e nel male, su come deve o non deve essere fatta una cosa.
In questo caso una fiction.
Ma ne "La squadra", serie poliziesca italiana ambientata a Napoli di una manciata di anni fa, i personaggi, anche quelli feminili erano molto ben delineati e scritti.

St. ha detto...

Per quanto riguarda la "Squadra" sono abbastanza d'accordo con Loscofiguro: penso che sia stata - pur con mille difetti - una delle migliori serie poliziesche italiane degli ultimi anni, insieme a "Montalbano" e a "L'ispettore Coliandro". Detto questo vorrei anche dire che un personaggio come quello di Brenda Leigh Johnson (la protagonista di The Closer) ha comunque tutto un altro spessore. Ma sarebbe ingeneroso attribuire tutte le colpe solo agli sceneggiatori: c'è anche un problema di attori e attrici. Nella televisione americana un attore si mette al servizio del personaggio che deve interpretare: da noi, molto spesso, gli attori mettono il personaggio al servizio del proprio ego...
Non amo RIS: mi è sempre sembrato un'occasione sprecata. E' la solita fiction all'italiana - nei contenuti e nel modo di raccontare - realizzata, però un po' meglio della media: un po' come "Distretto di polizia", insomma...

Marco ha detto...

Ciao Stefano,
nei film penso che Watchmen, sia un bel esempio!nei titoli di testa è spiegato un lungo prologo.Che ne pensi?