domenica 11 luglio 2010

Camilleri e Lucarelli












Altro giro, altro libro e altra micro-recensione: Acqua in bocca di Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli.
Quella che a prima vista poteva sembrare solo un'operazione commerciale è in realtà altro. E' una specie di ricognizione, scritta mettendo insieme lettere, telegrammi, rapporti di polizia, ecc, sullo stato degli immaginari dei due scrittori e dei loro personaggi.
Lo spunto di partenza è semplice: Arturo Magnifico viene ucciso a Bologna. L'uomo era originario di Vigata e così Grazie Negro - l'ispettrice bolognese protagonista di tre romanzi di Lucarelli, tra cui il bellissimo Almost Blues - scrive a Salvo Montalbano per avere aiuto. Quelle che seguono sono 108 pagine davvero divertenti in cui, spesso solo per poche righe, fanno la loro apparizione molti dei personaggi che popolano i romanzi dei due scrittori.
Il pregio del libro è che Camilleri e Lucarelli sembrano essersi divertiti a scriverlo e questo, ovviamente, si vede.
Il difetti sono che non si tratta di un vero e proprio romanzo, ma di una sorta di divertissment per fans e che è davvero troppo corto: una pausa tra un bagno in mare e il successivo. Ma, visti i chiari di luna, va comunque bene così.

4 commenti:

giuseppe ha detto...

pura operazione commerciale...

St. ha detto...

Può essere, in parte, vero, ma non è solo questo. Soprattutto se confrontati con la coppia Patterson Marklund di cui ho parlato nel precedente post, i nostri due scrittori fanno la loro porca figura.

Loscofiguro ha detto...

E' vero, è un puro e semplice "divertissment". Ma che male c'è?
I due scrivono come si usa far poco nella letteratura "di genere" in Italia, soprattutto Lucarelli, ma qua siamo nell'ambito dei gusti personali.
Per cui, ben vengano operazioni del genere.

St. ha detto...

Infatti.
Anch'io penso che ci vorrebbero più autori in grado di scrivere come i due di cui sopra.
E non solo nella letteratura di genere.
Più Lucarelli, quindi, e meno Mazzantini. Più Camilleri e meno Piperno... e non solo per una questione di gusti, ma proprio perché sono più bravi, al di là del genere ;-)