domenica 21 novembre 2010

Con colpevole ritardo



















E' con colpevole ritardo che, ieri, ho visto "Shadow" di Federico Zampaglione. Purtroppo, a causa la solita insensata distribuzione italiana non ero riuscito a beccarlo al cinema. Nei pochi giorni in cui era rimasto nelle sale, non mi trovavo a Roma e in provincia, dove vivo, non è mai arrivato, così mi sono dovuto accontentare di vederlo in DVD.
Beh, devo dire che mi è piaciuto. I difetti presenti soprattutto nella sceneggiatura, sono molti meno rispetto agli innumerevoli meriti. Ci sono alcuni momenti in cui il film gira un po' a vuoto - tipo la morte dei due cacciatori - a cui, però, fanno da contraltare: una bellissima fotografia, un'impressionante colonna sonora, molte scene che fanno veramente paura, una regia che non ti aspetti - la passione di chi ci ha lavorato e la conoscenza che Zampaglione ha del genere trasuda da ogni singolo fotogramma e la parte nei boschi è di altissimo livello - e un cattivo davvero spaventoso e spettacolare.
Il film inizia come "Un tranquillo weekend di paura", prosegue come "Hostel" e finisce come... beh, questo non ve lo posso proprio dire.
Malgrado questo apparente patchwork, Zampaglione riesce a trovare una sua cifra stilistica e porta a compimento, tramite un finale non improvvisato, un discorso interessante sulla guerra e sulla violenza. Dico "finale non improvvisato" perché, contrariamente a quanto scritto da molti recensori, gli indizi per arrivare alla verità ci sono tutti e sono sistemati con cura nel corso del film: il finale funziona, quindi chi se ne frega se ricorda da vicino quello di un altro film?
Insomma, era da molto tempo che non mi capitava di vedere un film horror italiano di questo livello: non so se questo sia segno di qualcosa oppure se - visti i risultati al botteghino interamente imputabili alla distribuzione - rimarrà solo una (interessante) meteora. L'unica cosa certa è che ieri, da appassionato e maniaco del genere, mi sono proprio divertito.

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