venerdì 8 ottobre 2010

Sangue vero



















Non c'era bisogno di aspettare questa serie giunta ormai alla terza stagione, per capire che Alan Ball era un genio - "American beauty" e "Six feet under" stavano già lì a dimostrarlo - ma "True blood" ne è la riprova.
L'idea di partenza, mutuata dai romanzi di Charlaine Harris da cui il serial è tratto, è che esista un preparato chiamato "True Blood", una sorta di sangue sintetico, che può sostituire l'alimentazione naturale dei vampiri. Grazie alla commercializzazione di questo prodotto, i vampiri hanno potuto finalmente fare outing e la gente ne ha scoperto l'esistenza.
Ma Ball fa di più. Partendo da una serie di romanzi non eccelsi e da elementi già introdotti da Anne Rice e da molti altri - in primis l'esistenza di una società vampirica con regole e leggi proprie - crea un mondo assolutamente credibile e affascinante che si nutre, oltre che di tutto il coté vampirico, anche di una impressionante quantità di altri miti e creature: i licantropi, le baccanti, i mutaforma, le donne pantera e, ora, anche le fate.
Se le prime due stagioni erano notevoli la terza è veramente impressionante: sia per la quantità di gore, insolita anche per una rete come la HBO, che per la profondità delle tematiche espresse e l'incredibile complessità della scrittura e di tutti i personaggi, anche quelli minori.
Dimenticatevi di "Twilight" e dei "Vampire diaries", ma anche di "Buffy": qui si fa dannatamente sul serio.

5 commenti:

Viola ha detto...

ho visto ieri per caso una puntata su MTV e mi ha veramente rapito. parte la caccia al vampiro!

Patrizia Mandanici ha detto...

Dimmi che che il telefilm diventa bello dopo le prime due puntate: no perchè io sono rimasta abbastanza delusa dall'inizio di questa serie che mi è sembrata a tratti un Twilight più crudo: le cose potenzialmente interessanti si vedono, ma sono sommerse da dialoghi altalenanti (a volte molto banali) e dalla recitazione del vampiro "bello e tenebroso" che non riesco a sopportare (nè la storia d'amore "fatale" con la protagonista, molto molto sdolcinata).
Bellissima la sigla, però.
Forse sono io che da fan di Alan Ball mi aspettavo di più - non so...; l'unica serie vampiresca che mi sia piaciuta è Buffy (ma a partire dalla terza serie).

St. ha detto...

Decolla da metà della prima stagione, da quando Eric Northman - è lui iul personaggio più interesssante, non BIll - inizia a ritagliarsi un suo ruolo. Certo, parte come un Twilight più crudo, ma poi vira, eccome.
Dai fiducia a Ball ;-)

Patrizia Mandanici ha detto...

Ok, mi fido!

Angel ha detto...

Io lo seguo, ma solo per curiosità e perché mi sono affezionata al personaggio di Eric. Però lo trovo un'accozzaglia di creature mitologiche senza senso, un calderone in cui buttare dentro un nuovo mostro alla prima occasione: vampiri, licantropi, mutaforma ancora ci possono stare... ma addirittura arrivare alle fate?! Cos'altro si inventeranno? L'arrivo di Babbo Natale? La protagonista è ingenua al limite della stupidità, Bill sembra la versione un po' più adulta dell'Edward di Twilight (che pure ho apprezzato tanto in passato), ma senza l'avvenenza fisica... Boh, non riesco a vedere True Blood come qualcosa di più elevato di Twilight, Vampire Diaries o Buffy... e non dimentichiamo la componente altamente splatter!